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Superbonus 110%: come finanziare i lavori

Chi intende fare dei lavori relativi alla riqualificazione energetica del proprio immobile si trova davanti a interventi con costi elevati. Per sostenere questi costi ci sono diverse modalità di finanziamento: si può chiedere uno sconto in fattura all’impresa edile, usufruire di prestiti messi a disposizione dalle banche o, in caso di liquidità elevata, pagare direttamente con capitale proprio.

Di seguito elencheremo le diverse modalità per finanziare questa tipologia di interventi.

Pagamento del committente

Chi sceglie di effettuare dei lavori di riqualificazione energetica, se ne ha le disponibilità, può decidere di pagare con capitale proprio progettisti, impresa edile e personale implicato nel cantiere. Il credito viene maturato a fine lavori sulla totalità delle spese sostenute, oppure in corrispondenza dei SAL (Stato Avanzamento Lavori) sulle spese relative all’avanzamento dei lavori.

Sconto in fattura

Le imprese edili possono effettuare lo sconto in fattura. In questo caso, chi effettua i lavori sul proprio immobile ha un esborso minore o addirittura nullo (nel caso dello sconto del 100%), ma non matura nessun credito. Le imprese edili, invece, maturano un credito del 110% sulla percentuale di sconto applicato che poi potranno detrarre o cedere.

Tuttavia, questa metodologia di finanziamento è scoraggiata dalle condizioni di mercato, imposte dalle attuali normative vigenti.

Altre tipologie di finanziamento

Nel caso in cui una persona non avesse le disponibilità economiche per sostenere il costo dei lavori e non fosse possibile effettuare uno sconto in fattura, alcune banche offrono delle politiche di finanziamento ad hoc per determinate tipologie di interventi.

Di seguito, ne illustriamo alcune:

Caso Monte Paschi di Siena

Alcune banche, come ad esempio Monte dei Paschi di Siena, erogano una prima quota come anticipo lavori, poi le altre, in corrispondenza dei SAL o a fine lavori.  Per richiedere il prestito e avere la prima erogazione bisogna presentare una fattura di anticipo dei lavori il cui importo sia minore del 20% del costo totale dei lavori. Nel caso in cui alla fine dei lavori il credito maturato sia maggiore del finanziamento la banca riconosce la differenza, se invece è minore, il cliente paga la differenza.

Caso Intesa Sanpaolo

Una seconda modalità di finanziamento è quella offerta da Intesa Sanpaolo. In questo caso il cliente paga una prima parte dei lavori, con capitali propri o chiedendo un prestito personale alla banca. Una volta raggiunta una certa percentuale di lavori effettuati, la banca verifica, tramite un perito, lo stato del cantiere ed eroga un corrispettivo pari alla percentuale di avanzamento dei lavori, che servirà a pagare gli interventi successivi.

Caso Prestito Ponte

Un’altra modalità di finanziamento è quella del prestito ponte. In questo caso la Banca eroga un prestito al cliente che verrà ripagato tramite la cessione del credito in corrispondenza di ogni SAL. Questo tipo di finanziamento non è più consigliabile in quanto i tempi di verifica del credito da parte della banca risultano troppo elevati, non permettono di avere la liquidità necessaria per continuare a pagare i lavori, portando così ad un allungamento del cantiere e dei relativi costi.

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