riciclo degli scarti edili

Il boom del riciclo degli scarti edili: cosa ne pensa l’architetto Alessandro Vanoni

L’iniziativa del SuperBonus 110% si sta diffondendo a macchia d’olio e sono sempre di più le persone che decidono di usufruire degli incentivi. Il successo del progetto ha moltissimi lati positivi, come la ripartenza dell’economia e la riqualificazione energetica di molti immobili. Tuttavia, come ogni cosa, anche il SuperBonus 110% esente da difetti: in questo caso, il rovescio della medaglia è rappresentato dai rifiuti.

Con demolizioni e ricostruzioni aumentano i cantieri, saturi di scarti da smaltire. Il fenomeno si presenta come un problema da risolvere il più presto possibile: al di là degli episodi di scarico abusivo, sarebbe necessaria maggiore sensibilità verso il riciclo di rifiuti speciali.

Alessandro Vanoni, consigliere dell’Ordine degli architetti di Varese, intervistato ai microfoni de La Prealpina, ha elaborato un’interessante riflessione su questa problematica nel nostro Paese.

Secondo l’architetto Vanoni in Italia nel settore del riciclo dei rifiuti speciali, viene recuperata materia dal 69% dei rifiuti: di essi, solo per il 7,3% sono smaltiti in discarica. Riguardo a demolizione e costruzione, invece, il recupero di materiale si attesta intorno al 78%, ben sopra l’obiettivo europeo fissato al 70%. Solo nel 2019 sono state prodotte circa dieci milioni e mezzo di tonnellate in più di rifiuti speciali, che per il 45% provengono dal settore delle costruzioni e demolizioni. La tendenza era già in aumento negli ultimi anni e sarà ulteriormente incrementata a causa della diffusione del SuperBonus 110%.

Come sostiene Alessandro Vanoni, dunque, fondamentale la capacità di riciclo. Secondo l’architetto, infatti, l’Italia si sta comportando da Paese virtuoso, riutilizzando un’alta percentuale di scarti edili. Ciò deriva anche da una maggiore coscienza dei materiali ecologici, che contribuiscono a migliorare il riciclo durante la dismissione. Le sostanze recuperate, in gran parte, sono legname, il vetro dei serramenti e il cotto dei pavimenti, con un’attenzione sempre maggiore negli ultimi anni al sughero.

Altro comportamento onesto in questo senso è la differenziazione dei prodotti asportati durante il lavoro di demolizione. Anche in cantiere, infatti, bisogna fare la raccolta differenziata dividendo carta, plastica, alluminio, umido e secco. Quasi tutto può essere riutilizzato e, se ci dimostreremo virtuosi, riusciremo a porre fine a questo annoso problema.

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