superbonus e classi energetiche

Il Superbonus e le classi energetiche: che cosa sono?

Per ottenere il Superbonus 110%, la norma richiede che a fine lavori ne derivi, per l’immobile, il miglioramento di almeno due classi energetiche. Ma che cosa significa? Innanzitutto, bisogna avere come riferimento un documento, l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) convenzionale, rilasciato da un tecnico abilitato.

Se in un condominio l’incidenza residenziale supera il 50% riferita alla superficie catastale, si considerano nell’APE tutte le unità immobiliari. Nell’ipotesi di incidenza residenziale uguale o inferiore al 50%, invece, le unità immobiliari da considerare nell’APE sono solo quelle residenziali.

Nell’ambito di una progressiva tutela dell’ambiente, la Comunità Europea ha introdotto delle direttive che permettono agli Stati membri di promulgare leggi attuative in merito al risparmio energetico. Dunque, è necessario classificare le prestazioni energetiche delle case sulla base di parametri che determinano l’uso di energia elettrica. Infatti, ogni edificio è caratterizzato da un certo flusso energetico il cui bilancio deve essere valutato in termini di apporto e dispersione mediante valori predefiniti. Tutte queste informazioni confluiscono appunto nell’attestazione APE, un modulo standard valido in tutte le regioni.

La classificazione serve a stabilire quanto consuma un edificio in kWh al metro quadro e quale impatto ha sull’ambiente. L’aumento della prestazione ha lo scopo di ridurre lo spreco di energia.

La suddivisione in classi avviene creando una scala di dieci livelli dalla A alla G.

Il livello di efficienza si calcola in base a intervalli specifici di valori energetici, misurati in EPgl (Energy Performane global). Tra le caratteristiche strutturali dell’edificio, gli elementi valutati sono dimensione, qualità dei materiali, tipologia degli infissi, dispersione del calore, fonti di energia rinnovabili, qualità e utilizzo degli impianti.

Le classi energetiche sono le seguenti:

  • A – Fa rientrare il manufatto nella Qualità Alta. È stata ulteriormente suddivisa in 4 sottoclassi (A1, A2, A3, A4), dove la classe A4 è quella maggiormente efficiente in quanto ha un valore minore di 0,4 EPgl.
  • B – Ha un indice EPgl compreso tra 1 e 1,20.
  • C – Il valore EPgl comincia a essere significativo, tra 1,20 e 1,50, ma rientra ancora a pieno titolo nella fascia di Qualità Media.
  • D – Funge da spartiacque tra la Qualità Media e la Qualità Bassa a seconda che l’indicatore sia maggiormente vicino al valore minimo (1,50), o massimo (2,00).
  • E – Si entra nella valutazione di Qualità Bassa e l’indice EPgl è compreso tra 2,00 e 2,60. Cominciano a essere qui necessari anche lavori che interessano la struttura del fabbricato.
  • F – Ha un indice EPgl tra 2,60 e 3,50 e da questo livello sono necessari lavori di ristrutturazione importanti se non radicali.
  • G – L’ultima della scala, ha un valore di EPgl maggiore di 3,50. L’immobile è detto “energivoro” (si nutre di energia) in quanto il consumo energetico globale è notevolmente maggiore di quanto teoricamente l’unità immobiliare potrebbe sostenere.

La maggior parte delle case, specialmente le meno recenti, ricadono in classi energetiche basse poiché in passato venivano utilizzati materiali termicamente poco performanti.

Quindi, che cosa si può fare per migliorare di due classi e rientrare così nelle agevolazioni del Superbonus? Ecco tre suggerimenti:

  • il rifacimento del tetto può evitare la dispersione del 40% del calore;
  • l’installazione di una pompa di calore comporta un miglioramento;
  • l’’installazione di un cappotto termico comporta un risparmio in termini di dispendio energetico.

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